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Suore Oblate di Gesù e Maria
Congregazione
Scuola
Primaria e dell'infanzia
Mondo Giovani
crediamo che voi giovani siate una ricchezza nella vita della società
Carisma e Spiritualità
L’oblazione è dettata unicamente dall’amore e non si realizza se non attraverso l’amore.
Opere Apostoliche
La nostra attenzione educativa trae origine dalla ispirazione dello Spirito Santo
Congregazione
Suore Oblate di Gesù e Maria

 

La struttura accoglie famiglie di rifugiati politici,  ma anche tutte le famiglie italiane bisognose di un aiuto concreto. La Casa di Accoglienza è da sempre stato un vero e proprio ambiente familiare. La vita all’interno della casa si svolge come in ogni famiglia: si collabora alla preparazione dei pasti, alla pulizia, si condividono momenti di lavoro e di svago.

Le incomprensioni non mancano, ma da sempre si sono risolte nella reciproca accoglienza e nel dialogo. 

In un miracolo quasi quotidiano, gli ospiti, anche se provengono da parti diverse del mondo, anche se hanno culture, religioni e lingue diverse, hanno sempre trovato la via della condivisione, della fratellanza e dell’amore.

Negli anni 1947-1954, la nostra Congregazione ha collaborato intensamente con la P.O.A., Pontificia Opera Aiuti che intendeva soprattutto aiutare i bambini bisognosi. La Diocesi di Albano Laziale, sotto la guida del Vescovo Raffaele Macario, diede vita a questa associazione con l’aiuto concreto di un sacerdote della medesima diocesi, don Giuseppe Stella e di quattro sorelle delle Suore Oblate di Gesù e Maria.

Il Vescovo affidò alle sorelle l’incarico di coordinare le vacanze estive per i bambini provenienti da famiglie in difficoltà economiche, che non potevano permettersi di passare le vacanze estive al mare o in montagna.

Ogni mattina, con un pullman, le suore radunavano gruppetti di bambini, provenienti anche da paesi limitrofi, per trascorrere in montagna o al mare la vacanza diurna. Il loro numero aumentava sempre di più.

La vacanza in collina si trascorreva a Rocca di Papa e alla Madonna del tufo. Qui, dopo la celebrazione Eucaristica, veniva offerta un’abbondante colazione e poi … via per le stradine del bosco, sino al punto dove attendeva una suora che animava la preghiera, i canti e le attività ricreative, fino all’ora del pranzo, allestito sui tronchi d’alberi tagliati a forma di tavole rozze, non levigate, così come i sedili.

La gioia era fuori del comune e ancora oggi, a distanza di molto tempo, si vive la nostalgia legata a certe sensazioni, come il dolce canto degli uccelli e il buon odore di bosco.

Quando la vacanza veniva trascorsa al mare, per noi suore, era molto faticoso perché non c’erano le comodità di oggi. La stessa spiaggia, ad esempio, era invasa da una sterpaglia che impediva di vedere la sabbia. Ai bambini ciò non importava; per loro era importante il mare.

La colonia diurna durò dal 1947 al 1949, poi le cose cambiarono perché non si andò più in collina.

Era rimasta solo la colonia marina, ad Anzio, in una scuola, senza letti. Si doveva provvedere al necessario, dividendo le spese tra  le Suore Oblate di Gesù e Maria e l’Opera Pontificia per gli Aiuti.

 Intanto si costruì a Torvaianica un’amplia colonia che ebbe il nome del Cardinal Pizzardo. Siamo nel 1954: la costruzione spiccava in mezzo a tanto spazio lasciato allo stato brado.

Le suore con i bambini stavano ancora ad Anzio e a Torre San Lorenzo per la colonia estiva.. Lì si rimaneva  giorno e notte; di notte i letti erano collocati all’aperto.

Nella grande pineta, quando pioveva, l’acqua portava via tutta la terra da sotto i letti come anche gli oggetti appartenenti ai bambini.

La paura assaliva quando il temporale si scatenava di notte!

Ed ecco avvicinarsi il grande giorno in cui si decise di inaugurare la nuova colonia a Torvaianica. Era l’anno 1959 -1960: una colonia bene arredata, un gioiello in quella zona impervia, di aperta campagna, piena di rovi e di sterpi. Ben presto la zona cambiò aspetto.

Sorsero presto negozi, alberghi, ristoranti e pizzerie di cui una tuttora esistente, dal simpatico nome: “Il Gallo”, adiacente il nuovo complesso.

Nella colonia si inserì stabilmente la comunità delle Suore Oblate di Gesù.

Si sviluppò una fiorente scuola dell’infanzia con molti bambini; la prima insegnante fu Suor Maria Raffaella; a lei, molto più tardi, si susseguirono altre religiose insegnanti di Scuola Materna. Si provvedeva alla mensa per i bambini della scuola primaria statale. Le sorelle lavoravano fino a tardi per andar incontro ai bisogni dei genitori che lavoravano. Si collaborava alla pastorale parrocchiale, all’azione Cattolica, alla preparazione ai sacramenti della prima Comunione e Cresima.

Il parroco, don Giulio Mosca, anche direttore della colonia, era un sacerdote pieno di zelo, ma rispettoso, molto soddisfatto e grande promotore delle opere apostoliche delle suore. Si lavorava insieme per coordinare al meglio il tutto.

In estate le sorelle che formavano la comunità ed altre, che venivano dalla Casa Madre - Albano Laziale, davano inizio alla grande avventura della colonia estiva che durava tre mesi, da giugno a settembre.

Ancora oggi, i ragazzi che allora vi partecipavano, oggi uomini e donne con famiglie e figli, ricordano con affetto i bei momenti trascorsi insieme.

Casa di Accoglienza La trasformazione della struttura Cardinal Pizzardo in Casa di Accoglienza avvenne per decisione e lungimiranza del Vescovo Monsignor Dante Bernini, allora vescovo della diocesi di  Albano Laziale. Egli decise  di adibire la ex colonia, ristrutturata,  in una casa per famiglie bisognose, senza casa, senza lavoro e senza patria. La gestione della casa venne affidata alla Caritas Diocesana, nella persona della direttrice Annie Bernardi  e alla operosità delle Suore Oblate di Gesù  e Maria. Il Consiglio generale decise di affidare la direzione della struttura e dell’organizzazione interna a Suor Maria Tecla, che, con Suor Maria Angela e Suor Maria Letizia, formava la comunità. Da qui  è iniziata un’avventura di fede ed un cammino di speranza.

 Quante persone sono passate, quante difficoltà e  situazioni delicate sono state affrontate, quante culture si sono incrociate, confrontate e mescolate, innanzi ai nostri occhi! La struttura accoglie famiglie di rifugiati politici,  ma anche tutte le famiglie italiane bisognose di un aiuto concreto.

                                Bambini a pranzoLa Casa di Accoglienza è da sempre stato un vero e proprio ambiente familiare. La vita all’interno della casa si svolge come in ogni famiglia: si collabora alla preparazione dei pasti, alla pulizia, si condividono momenti di lavoro e di svago.

 Le incomprensioni non mancano,  ma da sempre si sono risolte nella reciproca accoglienza e nel dialogo.  

In un miracolo quasi quotidiano, gli ospiti, anche se provengono da parti diverse del mondo, anche se hanno culture, religioni e lingue diverse, hanno sempre trovato la via della condivisione, della fratellanza e dell’amore.

 Ed il compito della direttrice è sempre stato quello di ascoltare le esigenze del prossimo, di aiutarlo ad inculturarsi in Italia, di vedere insieme quale potesse essere il percorso quotidiano per costruire il futuro.

La forza per sostenere il compito delicato dell’accoglienza da parte della responsabile diretta e delle consorelle,  suor Maria Letizia Pesoli,  aiutante di cucina fino ad età avanzata e suor Maria Angela Cosenza, addetta a tenere in ordine l’arredamento liturgico della Parrocchia annessa, è stata la preghiera e l’ascolto della Parola di Dio.

E’ la grazia di Dio che ci dona la capacità di  penetrare nello sguardo dell’uomo per arrivare al suo cuore.

Non ho mai conosciuto tutte le lingue degli uomini, ma il Signore mi ha sempre concesso il dono di poter comunicare con gli ospiti. A volte con un semplice gesto di condivisione, a volte con uno sguardo severo di madre e sorospiti a pranzoella che rimprovera, a volte con una carezza ad un bimbo.

 L’impegno quotidiano è forte: anzitutto perché le ore di permanenza all’interno della casa sono per la coordinazione delle varie attività che si svolgono all’interno. Umanamente credo che sarebbe difficile sostenere i ritmi richiesti.

Ed è  qui che la forza di Dio interviene sempre e ha permesso,  fino ad oggi, che più di mille persone, ospitate nel Centro, hanno trovato la loro sistemazione di vita in Italia, la loro realizzazione,  anche se hanno avuto un passato difficile, un percorso fatto a volte di dolore e sofferenza e persino di persecuzione.

 Nella Casa di Accoglienza si può davvero comprendere lo spirito di oblazione che pervade la nostra Congregazione religiosa, sostenuto da preghiera e azione, condivisione e accoglienza.                       

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